El cannabis también te hace emprendedor

En el mundo de los negocios las posibilidades siempre han sido infinitas, y el cannabis no escapa de ello. Desde siempre un emprendedor ha sido una persona que se decide a diseñar, lanzar y poner en funcionamiento determinado negocio, lo ideal es que se parta de una innovación, y en ello, las semillas de marihuana serán las indicadas. Para el emprendedor su actitud es la de un empresario y por ende, es innovador pues además de intentar lanzar una empresa, también busca abrir una nueva línea empresarial, y a través de su creatividad puede abrir las puertas para otros empresarios y también a nuevos productos.

Con respecto a esto último, el cannabis aporta una serie de opciones como por ejemplo los extractos que son producto del cannabis, los cuales llegan a ser bastante beneficiosos, y no solo para aquellos que los buscan para el consumo recreativo, sino también para quienes lo usan en su salud. De este modo, si esta es una idea que te atrapa, y con la que quieres aprovechar esas grandes propiedades curativas con las que cuenta la marihuana sin tener que llegar a fumarla, convirtiéndose en una de las mejores opciones con la que contaras.

En todo caso, te tenemos una forma rápida, sencilla y eficaz con la que puedes hacer extractos de cannabis en la comodidad de tu casa. Los extractos de cannabis se han convertido en la manera más segura con la que se cuenta para consumir la planta, sobre todo para esas personas que tienen la necesidad terapéutica de consumir la misma y lo mejor es que puedes hacerlo tu mismo. Y es que no solo colabora en la disminución de los dolores en los músculos que han venido siendo tratados con este tipo de productos, sino que además sirve también otros padecimientos de más gravedad como puede ser el cáncer y la epilepsia. El detalle se encuentra en la dosis que se requiere para cada paciente y la forma en la que el cuerpo lo asimila.

Hacer el extracto de cannabis en casa

Lo primero que debes hacer es triturar los cogollos, y ello puedes hacerlo con un mazo. Esto debe hacerse a la perfección hasta llenar un bol de vidrio con ellos. Seguidamente, se le vierte aceite de oliva. Para ello es importante tomar en consideración el tipo de aceite que se utilice, ya que debe ser extra-virgen, y en cuanto a la cantidad, esta debe ser la necesaria como para llegar a cubrir totalmente los cogollos que se trituraron.

Se debe calentar, y para ello hay que ser bastante meticuloso. Se deben cocinar alrededor de dos horas teniendo cuidado y estando atento mientras se cocinan. Lo ideal siempre será hacerlo a baño de maría, ya que nunca deben colocarse directamente en la llama.

Una vez transcurrido este tiempo, se debe dejar reposar pues ello es quizá sea uno de los puntos más relevantes, pero se debe considerar que este será un reposo completamente a oscuras, si dejar de remover la mezcla cada cierto tiempo. Finalmente debes colar, y para ello, antes de colocarlo dentro de un bote estéril, se deben eliminar todos los residuos del cogollo, para que después procedas a guardarlo, teniendo en cuenta que siempre debe encontrarse alejado de la luz.

Mistero Salentino

Si tratta di una raccolta di racconti e fiabe della tradizione popolare pugliese assieme a filastrocche, una poesia e una giullarata di Dario Fo. Ho recuperato, quindi, “cunti” e leggende orali che ripropongo secondo un lavoro in cui non mi oriento al lavoro filologico, della trasmissione precisa e testuale dei racconti che, poiché sono orali, risentono di interpretazioni e aggiunte più o meno fantasiose a seconda di chi li racconta. È noto, infatti, come le parole dette, raccontate nascano soprattutto dal ricordo delle immagini che sono rimaste impresse nella propria memoria e che riguardano, quindi, la propria identità. Concetti, questi, su cui tra gli altri, di recente, Ascanio Celestini ha costruito il suo percorso di affabulatore. Più che filologia il racconto popolare diventa, allora, un gioco linguistico, verbale e gestuale. Cero, allora, di restituire la dimensione ludica di questa relazione con i brani da me proposti.

La circolarità di questi racconti ci inserisce, poi, in una sorta di giostra che gira attorno al mondo popolare. La mia performance vuole essere, se vogliamo, un piccolo concerto di suoni, di espressioni, di onomatopee che spero siano altrettanto divertenti quanto lo sono per me ogni volta mi confronto con il materiale da me raccolto. Alcuni di questi si possono classificare come culacchi: “racconti satirici salentini, a volte di spirito anticlericale” – come li definisce Alfredo Romano nella quinta di copertina di Lu nanni orcu (Besa editrice) – “che ricordano tanto gli episodi dell’Aretino, del Rabelais o del Bandello. Sono racconti che tratteggiano storie di paese e di costume, ma che hanno sempre uno sfondo moraleggiante”. Alcuni brani li restituirò in un linguaggio che accomuna diversi dialetti di una koiné che va da Cisternino, a Martina Franca, passando per Ceglie Messapico, Ostuni e San Michele Salentino. L’idioma che utilizzerò assomiglia ai dialetti parlati in questi centri senza identificarsi con nessuno di essi. Del resto un dialetto, se uno non ce l’ha, se lo può anche inventare come dice Marco Paolini in Bestiario Italiano. E se lo può inventare proprio cercando di sentire, di percepire i suoni senza pretendere di imitarli ma, ancora una volta, divertendosi a scoprirne gli effetti e le possibilità.

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Tre parole per il 2015

Che cosa vogliamo per questo anno iniziato pochissimi giorni fa? Che cosa ci aspettiamo? E del 2014 che cosa ce ne facciamo? Buttiamo via tutto? Non c’è proprio niente da salvare?

Se dovessimo scegliere tre parole per pensare all’eredità dell’anno passato e alle novità che ci aspettano, quali sceglieremmo?

Anche quest’anno, come lo scorso, ho deciso di proporvi tre termini che in qualche modo ci accompagnano in questo passaggio, che fanno da ponte se volete, che possono servire da nuclei attorno ai quali organizzare i propri pensieri e, magari, anche la propria agenda. Chi ha detto, infatti, che dovremmo dare un’occhiata solo a oroscopi e almanacchi? E se ci mettessimo, o ci aggiungessimo, invece la buona abitudine di organizzare la preziosa risorsa che è il nostro tempo attorno al tesoro che sono le parole?

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Piccolo regalo della Befana per i lettori del blog

Cari amici teatranti o appassionati di teatro,
per questa Befana ho pensato a voi. Ho deciso di farvi un mio piccolo, personale pensierino. Ho raccolto tutti i post in cui parlo del teatro che vorrei, di come mi piace farlo, di come si potrebbe realizzarlo e li ho messi in unico testo in pdf che quindi potete scaricare così da leggere a schermo o stampare. Si intitola Le uova d’oro e le anime perse.  Le uova d’oro sono tutte le possibilità di fare ottimi e redditizi progetti con il teatro, nonostante le difficoltà. Le anime perse sono gli spettatori che gli attori, da novelli Caronte, conducono per mano dal tempo quotidiano al tempo dell’infinito, al tempo senza tempo.

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